Roma: cosa vedere e cosa fare in un week end nella Città Eterna

Roma non fu costruita in un giorno e di certo non si può visitare e scoprire in sole 24 ore ma forse in due giorni…A onor del vero per scoprire la Città Eterna il tempo potrebbe non bastare mai ma in un week end oppure in un paio di giorni, con un buon ritmo e un itinerario ben preciso si possono visitare le attrazioni principali senza lasciarsi sfuggire quelli che sono i luoghi simbolo della Capitale. In circa 48 ore siamo riusciti a vedere tutti i luoghi simbolo dell’Urbe e se poi aveste più tempo a disposizione tanto meglio, Roma ha sempre uno scorcio, un monumento oppure più semplicemente un angolino caratteristico da farvi scoprire.

Come muoversi per vedere il più possibile

Il consiglio è sfruttare al meglio tutto il tempo a disposizione, magari arrivando in città la sera prima. Da Roma Termini oppure dalla stazione Tiburtina ci si può muovere con la Metro per raggiungere le attrazioni principali e vista la mole di traffico cittadina e la grandezza della città, vi consigliamo di individuare un alloggio nei pressi di una delle stazioni per facilitare gli spostamenti oppure di spingervi ai margini delle zone più centrali. Se invece siete ottimi camminatori, con il favore del meteo potreste anche muovervi a piedi per vivere meglio Roma e scoprire gli angoli più caratteristici capitando quasi per caso. 

Cosa vedere, idee su dove cominciare: il Colosseo

Se invece doveste arrivare alla mattina presto, potreste sfruttare subito le prime ore per dirigervi nella zona del Colosseo e dei Fori Imperiali. Da Roma Termini potete arrivarci facilmente con la Metro B, scendendo alla fermata Colosseo (circa 10’) oppure in alternativa a piedi con una passeggiata di meno di mezz’ora. Di fronte a voi si aprirà così la maestosità di quello che è considerato il parco archeologico forse tra i più famosi al mondo, il Colosseo appunto.

Conosciuto originariamente come Anfiteatro Flavio, è la struttura di epoca romana di questo genere più grande esistente. Nata per l’intrattenimento, ha ospitato le lotte tra gladiatori, spettacoli e altre cruente rappresentazioni. E’ il simbolo di Roma ed è riconosciuto come Patrimonio dell’UNESCO dal 1980.

La sua costruzione è cominciata sotto Vespasiano nel 70 d.C. e si è conclusa nel 80 d.C. durante l’impero di Tito mentre sotto Domiziano ha subito alcune modifiche. Ha una forma ovale e poteva ospitare tra le 50 e le 70 mila persone. Il nome Colosseo fu introdotto nel medioevo, con il termine latino colosseum che indicava forse la maestosità della struttura rispetto alle costruzioni limitrofe oppure in riferimento alla grande statua acrolitica di Nerone che sorgeva nelle vicinanze.

L’accesso al Colosseo ha un costo che varia a seconda del biglietto o dei pacchetti scelti (ad esempio si possono unire la visita del Colosseo ai Fori Imperiali o al Foro Romano) a partire da 16 euro con gli orari che cambiano a seconda della stagione. Il Colosseo è aperto tutti i giorni dell’anno ad eccezione del 25 dicembre e del 1 gennaio, con la prima domenica del mese che offre accesso gratuito. Consigliamo comunque di consultare il sito ufficiale per conoscere tutte le tariffe, eventuali sconti e gli orari precisi a seconda del periodo di visita scelto. Il titolo di accesso può essere acquistato online o nelle biglietterie di Piazza del Colosseo e Largo della Salara Vecchia. 

Una passeggiata ai Fori Imperiali

Una volta completa la visita al Colosseo, ci si può avviare a piedi su via dei Fiori Imperiali lasciandosi sorprendere dalle bellezze delle rovine di un’area archeologica che si è sviluppata nel corso di 150 anni tra il 46 a.C. al 113 d.C. e che comprende agglomerati di piazze monumentali ed edifici che hanno rappresentato il centro della vita politica di Roma. Dei Fori Imperiali fanno parte il Foro di Cesare, il Foro di Augusto, il Tempio della Pace, il Foro di Nerva ed il Foro di Traiano con i resti della Basilica Ulpia.

In questo caso esiste un biglietto Forum Pass Super che include l’accesso all’area archeologica del Foro Romano-Palatino con i Fori Imperial e ai siti S.U.P.E.R. visitabili. Consigliamo sempre di consultare il sito web ufficiale per tariffe e orari di apertura che possono variare a seconda della stagione. 

L’Altare della Patria

In fondo ai Fori imperiali, incrocerete il Campidoglio, al quale potrete salire tramite un passaggio pedonale per ammirare la vista sulla zona archeologica e la piazza realizzata da Michelangelo, ma soprattutto il retro del Monumento a Vittorio Emanuele II, primo Re dell’Italia unita.

Questo monumento è conosciuto anche come Vittoriano o più semplicemente come Altare della Patria. L’accesso all’Altare con le spoglie del Milite Ignoto è gratuito ma dal 2007 si può raggiungere anche la terrazza panoramica con un biglietto che può essere acquistato in loco.

Nel palazzo adiacente poi troviamo anche il Museo del Risorgimento, con diversi cimeli dell’epoca risorgimentale. La maestosità di questo luogo, che spesso viene erroneamente collegato alla sola epoca Fascista (Mussolini e la propaganda utilizzarono spesso questo luogo e qui si concluse anche la marcia su Roma) quando invece la sua costruzione è cominciata nel 1885, offre così uno sguardo su piazza Venezia e sul prosieguo del nostro percorso.

Personalmente l’Altare della Patria è uno dei monumenti più belli di Roma a nostro parere ma in una città come questa si tratta solo di una delle tante gemme tutte da apprezzare.

E ora la Fontana di Trevi

Se ve la sentite, potete continuare la vostra passeggiata e dirigervi verso la Fontana di Trevi che raggiungerete in circa 15 minuti. Si è iniziato a costruire questa fantastica opera monumentale nel 1732 in seguito ad un concorso indetto da Clemente XIII. Questa speciale fontana è una grande attrazione per i turisti di tutto il mondo, che accorrono in massa per una foto e sopratutto per esprimere un desiderio gettando una monetina nella vasca. 

La bellezza dei rilievi e delle statue cattura senza dubbio ma non tutti sanno che dietro a questo capolavoro se ne cela un altro, di tipo ingegneristico: qui infatti terminava l’Acquedotto Vergine, oggi rimasto soltanto nella Cisterna dell’Acquedotto presente nell’area sotterranea insieme ad alcune rovine risalenti all’epoca di Nerone.

Lanciata la monetina, espresso il desiderio e scattata la foto di rito, ci sarà da valutare l’orario per capire cos’è ancora possibile visitare anche in base alla distanza dal vostro hotel/appartamento/B&B. Se siete stanchi di visitare potreste gironzolare in via del Corso per un po’ di shopping ma se avete ancora energie in meno di 10 minuti a piedi sarete in piazza di Spagna dove potrete ammirare la suggestiva Scalinata di Trinità dei Monti, meta romantica e suggestiva. 

Respirare la storia, Trinità dei Monti e Piazza di Spagna

Salendo fino in cima, alle pendici del Pincio, si può trovare la chiesa della Santissima Trinità mentre al centro della piazza spicca la cosiddetta “Barcaccia”, fontana opera di Pietro Bernini, padre di Gian Lorenzo.

La leggenda narra che durante l’esondazione del Tevere del 1598 una barca di legno di fosse incagliata nella piazza e fosse rimasta lì per alcuni giorni dopo che le acque si erano ritirate. 30 anni dopo, Bernini si è ispirato a quel racconto e alle chiatte fluviali per realizzare la sua fontana.

Dalla scalinata monumentale e dalla terrazza è possibile ammirare il panorama, oltre ad avere una visione panoramica su piazza di Spagna con la sua forma a “Farfalla”, dove due triangoli si incrociano al vertice. A questo punto, perchè non spingersi sino a Piazza del Popolo, che dista soltanto altri 10 minuti? 

Piazza del Popolo

All’incrocio del Tridente, come viene chiamata l’unione tra le tre strade via del Babuino, via del Corso e via di Ripetta, si trova questa grandissima piazza che un tempo rappresentava il punto di ingresso alla città. Nata su quelli che erano i giardini della famiglia di Nerone, Piazza del Popolo oggi ospita diversi eventi oltre all’obelisco Flaminio che svetta al centro. Qui si trovano anche la Fontana del Nettuno, oltre alle due chiese gemelle di Santa Maria di Montesanto e Santa Maria dei Miracoli. Sul lato opposto poi c’è la Chiesa di Santa Maria del Popolo, che custodisce dei meravigliosi dipinti del Caravaggio.

Se come prima giornata può essere abbastanza, potreste salire la scalinata alle spalle della piazza fino al giardino e alla terrazza del Pincio dalla quale osservare un suggestivo tramonto oppure più semplicemente riposare un po’ dopo questa prima intensa giornata.

Il secondo giorno: cosa non perdersi

Nella seconda giornata molto dipenderà dalle priorità che vorrete dare alla vostra visita. Potreste concedere i luoghi simbolo, magari passeggiando per Piazza Navona arrivando fino al Pantheon, oppure potreste concentrarvi subito sui Musei Vaticani e sulla Basilica di San Pietro.

Piazza Navona

Partiamo dunque con la prima opzione: la visita a Piazza Navona. Questa era la sede dell’antico Stadio di Domiziano, un particolare che si può ritrovare nella sua forma ovale. Fino al XIX è stato usato come sede di manifestazioni sportive. Al suo centro al giorno d’oggi si può ammirare la Fontana dei Quattro Fiumi, ovvero il Gange, il Danubio, il Rio della Plata e il Nilo, realizzata dal Bernini. I resti dell’antico stadio sono ancora presenti e sono ammirabili all’interno dei sotterranei della chiesa di Sant’Agnese in Agone.

Pantheon

Da qui in pochi passi si arriva al Pantheon, un’altra perla di Roma. Dapprima tempio pagano dedicato al culto degli dei è stato più volte riedificato a causa di diversi incendi e la versione che è arrivata a noi oggi dovrebbe essere opera dell’imperatore Adriano. Nel 609 è stato donato a Papa Bonifacio IV dall’imperatore bizantino Niceforo Foca, diventando una basilica cristiana e divenendo uno dei simboli della Città Eterna.

Segno distintivo il suo oculus, lo sfogo sul tetto che aveva lo scopo di ridistribuire le forze strutturali che confluiscono al centro della cupola. Al suo interno oggi custodisce alcune tombe di uomini illustri, come ad esempio Raffaello Sanzio o alcuni Re d’Italia. All’interno vi sono poi sette nicchie, con colonne Corinzie: durante il periodo imperiale erano utilizzate per il culto delle divinità mentre successivamente sono state impiegate per gli altari di culto cristiani.

Il consiglio è visitare il Pantheon intorno a mezzogiorno: a quell’ora i raggi del sole perpendicolarmente entrano dall’oculus colpendo i marmi e creando un gioco di luci meraviglioso. A questo punto può iniziare una nuova passeggiata in direzione di Città del Vaticano, uno dei luoghi più importanti e tra le ultime principali mete che potreste toccare in un solo week end a Roma (naturalmente ce ne sono molte altre che per bellezza e storia rappresentano comunque una possibilità di visita ma questo dipende dai vostri interessi…). 

Castel Sant’Angelo in direzione Città del Vaticano

Per arrivare alla Basilica di San Pietro però vi consigliamo di allungare leggermente il vostro percorso, attraversando il Tevere dal Ponte Sant’Angelo e non dal Ponte Vittorio Emanuele II. In questo modo, grazie al camminamento pedonale, vi troverete davanti il maestoso Castel Sant’Angelo, autentico castello papale cuore della Città Eterna.

Costruito nel II Secolo d.C. come mausoleo dell’Imperatore Adriano, è stato trasformato nella fortezza per il Papa. Da qui si snodava anche un passaggio di 800 metri per collegarlo al Vaticano. Oggi ospita il Museo Nazionale mentre dalla terrazza, dove si trova la statua di San Michele a cui si deve il nome della struttura, nel 590 Papa Gregorio Magno ebbe una visione del Santo che riponeva la spada nel fodero annunciando la fine dell’epidemia di peste che stava flagellando la città. Anche il Ponte di Sant’Angelo, fatto costruire dall’imperatore Adriano, nasconde numerosi scorci e ospita diverse statue tra cui quella di San Pietro e San Paolo.

Una volta superata la fortezza, potrete dirigervi verso Città del Vaticano. Si tratta dello stato sovrano più piccolo al mondo, soltanto 44 ettari. Qui troviamo la Basilica di San Pietro e i Musei Vaticani, tappa obbligata da prenotare con largo anticipo vista l’elevatissima affluenza.

La Basilica di San Pietro

La Basilica originale fu costruita per volere di Costantino nel 349 d.C., sul luogo in cui si raccontava fosse stato sepolto San Pietro. Caduta in rovina, fu recuperata nel XV secolo per volere dei papi fino al progetto di Bramante che vide Michelangelo subentrargli dopo la morte del primo. Michelangelo non vide mai la sua celebre cupola finita, con Giacomo Della Porta e Domenico Fontana che presero a loro volta la guida dei lavori fino a Carlo Maderno che trasformò la struttura della chiesa da croce greca a croce latina, allungando la navata centrale e disegnando la facciata.

La Basilica fu poi consacrata nel 1626 e al suo interno custodisce alcuni dei più grandi capolavori della storia artistica italiana, a partire da La Pietà di Michelangelo fino al Baldacchino in bronzo del Bernini. La Cupola è poi accessibile tramite una scala di 330 gradini, con un corridoio interno che consente di ammirare da vicino tutte le sue decorazioni. Tra le altre opere di rilievo, la tomba di Pio VII nella cappella Clementina di Bertel Thordvaldsen, il monumento a Urbano VIII di Bernini e il monumento a Clemente XIII di Antonio Canova, soltanto per citarne alcuni. 

I Musei Vaticani

Dopo aver trascorso un po’ di tempo all’interno della Basilica di San Pietro e aver attraversato la piazza che si riempie di fedeli da ormai centinaia di anni, non si può lasciare il territorio dello Stato Pontificio senza aver visitato i Musei Vaticani.

Ancora una volta consigliamo la prenotazione, intanto per ridurre drasticamente i tempi di attesa ed evitare lunghissime code alla biglietteria e poi per esser sicuri di aver accesso agli spazi espositivi. Riservare un posto è molto semplice, si può fare tutto online tramite il sito ufficiale scegliendo data e orario di accesso. Ricordate che i Musei Vaticani sono chiusi alla domenica e questo potrebbe ridurre ancor di più le opzioni se si trascorre soltanto un week end nella Città Eterna. Mettete poi in conto che per una visita completa, occorrono almeno 3 ore se non di più. Molto dipenderà dalla vostra volontà di soffermarvi sulle singole opere ma vi assicuriamo che ce n’è per tutti i gusti: dalla Pinacoteca all’esposizione di carrozze e mezzi di trasporto utilizzati dai Papi, tra cui la celebre Papamobile, passando per raccolte filateliche e numismatiche, fino all’arte egizia ed etrusca.

Il pezzo forte rimane la Cappella Sistina, con il Giudizio Universale e la Creazione. Qui non si possono scattare fotografie ma vi consigliamo di prendervi tutto il tempo necessario per scattare un’istantanea nella vostra mente e tenere per voi il ricordo di questa visita. 

C’è tempo per tutto in base ai vostri gusti

Vi consigliamo comunque di registrare il vostro itinerario di visita in base alla zona in cui pernotterete e al tempo a disposizione. Roma non è stata costruita in un giorno e per visitarla a pieno ce ne vorrebbero tanti. Il ritmo e le priorità saranno il vostro ago della bilancia per riuscire a vedere più cose possibili. E ora qualche appunto sparso: se doveste avere ancora tempo a disposizione oppure se si trattasse di una seconda visita alla Capitale, ecco alcuni luoghi che potrebbero fare al caso vostro. 

1. Trastevere: da Piazza Trilussa si snodano un dedalo di strade che conducono in uno dei quartieri più caratteristici di Roma. Qui non ci sono monumenti imperdibili ma l’atmosfera, i tanti locali e le trattorie tipiche rappresentano un tratto distintivo della città. Meta di giovani ma anche per il turismo tradizionale, Trastevere nasconde un piccolo tesoro culinario e di intrattenimento. Vi consigliamo di fermarvi in uno dei tanti ristoranti che offrono i piatti della cucina romana. Per noi, è immancabile una tappa da Zi’ Umberto ma la lista di posti dove mangiare bene e godere dell’atmosfera romana è lunga. Qui non ci sono fermate della Metropolitana ma è possibile raggiungere il quartiere in pochi minuti a piedi dal Pantheon o magari sfruttare la micromobilità condivisa (monopattini o biciclette in sharing).

2. Parco degli Acquedotti: se vi viene voglia di evadere dal caos della città e dal traffico, questo grande spazio all’aperto offre una bucolica soluzione per passeggiare all’aria aperta tra le rovine degli antichi acquedotti romani.  Si trova sulla Appia Antica ed è raggiungibile con la Metro A, scendendo alle fermate Giulio Agricola o Sub Augusta. Deve il suo nome alla presenza dei resti di 6 degli 11 acquedotti che resero famosa la città: Anio Vetus (sotterraneo), Marcia, Tepula, Iulia, Claudio e Anio Novus (sovrapposti). A questi si aggiunge l’ acquedotto Felice (sovrapposto allo Iulia) costruito in epoca rinascimentale per volere dei Papi e attualmente in uso per l’irrigazione. Un primo progetto per la bonifica dell’area, conosciuta come Roma Vecchia, fu avviato nel 1965 ma soltanto a fine anni Ottanta la zona venne inserita nel Parco Regionale dell’Appia Antica.

3. Terme di Caracalla: sono inserite in questa lista ma per importanza e maestosità andrebbero sicuramente inserite nell’itinerario principale. Si tratta di uno dei complessi termali imperiali meglio conservati, si estende nell’area del Piccolo Aventino, vicino al tratto iniziale dell’Appia Antica. Le Therme Antonianae furono fatte costruire per volere dell’Imperatore Caracalla, tra il 212 ed il 216 d.C e comprendevano un grande edificio centrale a pianta rettangolare dove si aprivano gli ambienti di caldarium, tepidarium, frigidarium e la natatio. Camminare in questa ampia area immersa nel verde permette di entrare in contatto con uno dei monumenti più imponenti al di fuori del centro storico della città. Le Terme di Caracalla rimasero in funzione fino al 537 d.C dopo diversi restauri voluti da Aureliano, Diocleziano e Teodosio. Nel dedalo di tunnel sotterranei carrozabili si muovevano schiavi e tecnici che alimentavano le varie zone termali e qui è visibile con apposite visite guidate anche il Mitreo, luogo destinato al culto del dio Mitra.

4. Colle del Gianicolo: uno dei luoghi più suggestivi di Roma per la vista impareggiabile che offre sulla città. La Passeggiata del Gianicolo si snoda lungo due grandi viali alberati da platani, che passano vicino a Villa Aurelia riunendosi in piazzale Garibaldi. Il percorso si snoda poi fino alla Chiesa di Sant’Onofrio. Qui si sono scritte pagine di storia, in particolare della Repubblica Romana. Nel 1883 si è deciso di collocare qui i busti di eroi garibaldini, facendo di questo luogo un simbolo alla memoria della Difesa di Roma. Qui si trovano anche un monumento dedicato a Giuseppe e Anita Garibaldi. Dal 1904 la tradizione vuole che sotto il Belvedere del Gianicolo, alle ore 12 in punto tre soldati ogni giorno carichino un obice a salve per sparare un colpo, un momento voluto da Pio IX per evitare confusioni di orario.

3 risposte a “Roma: cosa vedere e cosa fare in un week end nella Città Eterna”

  1. Ti consiglio questo splendido film: https://wwayne.wordpress.com/2019/06/01/in-viaggio-verso-te/. Per noi amanti dei viaggi è davvero imperdibile. L’hai già visto?

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  2. […] la Città Eterna è tanto famosa per i suoi monumenti e i suoi angoli pieni di storia e bellezze architettoniche, Roma è anche una meta culinaria con una tradizione e soprattutto una vasta offerta che spazia dai […]

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  3. […] Per approfondire: Cosa fare e cosa vedere a Roma […]

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