Pompei, la storia e cosa vedere

Una perla mantenuta intatta dalla tragedia vissuta nel 79 d.C., Pompei è una delle più affascinanti città di epoca romana. E’ stata preservata dalla lava del Vesuvio e riscoperta poco a poco, con alcune delle sue meraviglie che ancora emergono giorno dopo giorno.

Gli scavi della cittadina iniziarono nel 1748, con i primi interventi sull’area archeologica avviati sotto il regno di Carlo III di Spagna: in questo periodo si è iniziato a ricostruire ciò che era accaduto, portando alla luce i primi reperti che testimoniavano anche il periodo d’oro della città oltre a 2000 anni di vita quotidiana. 

Il Parco Archeologico di Pompei è uno dei siti più visitati al mondo, Patrimonio dell’Umanità dal 1997.

Distante 22 km dal capoluogo campano, per arrivare a Pompei è possibile prendere la Circumvesuviana dalla stazione di Napoli Piazza Garibaldi. Il viaggio dura solo 29 minuti. Sin da quando i vagoni si avvicinano al punto di arrivo, si aprono davanti agli occhi le meraviglie di questi scavi archeologici.

Il Parco è già aperto alle 9 di mattina e a seconda del periodo l’orario di visita si prolunga fino alle 17 o alle 19, con ultimo accesso alle 15.30 o alle 17.30. Il biglietto di ingresso a tariffa intera costa poco più di 20 euro ma consigliamo comunque di controllare il sito ufficiale per eventuali sconti e per gli orari precisi in base al momento di visita.

Una volta entrati vi consigliamo di munirvi di una mappa per individuare i principali punti di interesse. Le indicazioni presenti vi consentiranno ugualmente di seguire il percorso ideale ma questo dipenderà anche da quanto tempo vorrete dedicare alla visita. Ad ogni modo, ad impressionare di più è lo stato di conservazione di strade, spazi comuni e ville che un tempo costituivano il cuore pulsante cittadino, a partire dal Foro Romano.

Foro Romano

Il Foro ha rappresentato nelle città romane il vero fulcro della vita quotidiana. Un luogo politico, religioso ma anche commerciale e di rappresentanza. A Pompei lo era altrettanto, era inoltre un’area che era riservata soltanto ai pedoni e nella quale i carri non potevano accedere.

Uno spazio di oltre 142 metri di lunghezza e 38 di larghezza. Ampliatosi nel corso dei secoli, qui si affollavano le botteghe coperte da portici (ad oggi solo poche colonne sono rimaste visibili dopo l’eruzione) e si svolgevano le principali attività pubbliche. Inizialmente questo spazio era in terra battuta mentre in età imperiale venne pavimentato con lastre di travertino e il pavimento fu rialzato attraverso due gradini.

Arrivati al centro, potrete ammirare i resti di un tempio, prima intitolato a Giove per poi divenire Capitolium, tempio dedicato alla triade capitolina Giove, Giunone e Minerva, le cui statue ritrovate nelle aree adiacenti ora sono custodite al Museo Archeologico di Napoli. Questa struttura si eleva su un podio preceduto da una gradinata. Le forme esatte dell’edificio sono state dedotte da un rilievo ritrovato presso il Larario di una delle case cittadine. 

Casa del Fauno e Villa dei Misteri

Non perdete poi la “Casa del Fauno”, complesso che in base ai ritrovamenti doveva avere grandi dimensioni includendo anche diverse attività come botteghe, aree comuni e giardini. Una struttura che potrebbe essere appartenuta ad una personalità di grande spicco ma anche in questo caso non sono arrivate testimonianze dirette.

Quel che è certo è che costruzioni del genere erano quasi una prassi per Pompei, con altre ville sfarzose come ad esempio la cosiddetta Villa dei Misteri, verso la quale vale di certo la pena spingersi anche se leggermente più lontana dalle vie più battute. Questa residenza, situata lungo la strada che portava verso Stabiae, deve il suo nome ad uno degli affreschi che decoravano le stanze. L’opera, suddivisa in 10 sequenze su una lunghezza di 17 metri, rappresenta riti presumibilmente legati al culto di Dioniso, con alcune figure femminili impegnate in una cerimonia misteriosa che ha sollevato diversi dibattiti tra esperti e studiosi.

La villa, risalente al II secolo a.C., copre una vasta area e si sviluppa secondo la prassi del tempo, con diversi ambienti organizzati intorno a cortili e giardini. All’interno si ritrovano infatti una cucina, diverse stanze, un triclinio e un peristilio. Durante gli scavi che hanno portato alla luce la Villa dei Misteri sono stati ritrovati diversi reperti che hanno fatto pensare ad una trasformazione di questa dimora, da residenziale a rustica, nel corso del tempo: c’erano infatti una testa d’ariete per la spremitura dell’uva e anche un torchio, oltre a diversi utensili. 

Anfiteatro

Spingendosi alla fine della via dell’Abbondanza si raggiunge invece l’Anfiteatro risalente all’80 a.C. Questo ne fa uno dei più antichi al mondo nonché uno dei meglio conservati in pietra.

Poteva ospitare oltre 20.000 spettatori e nella struttura sono ancora visibili i fori per sostenere il Velarium, una copertura per tenere al riparo da sole e intemperie le persone che assiepavano gli spalti.

Una piccola curiosità: qui nel 1971 i Pink Floyd registrarono il loro “Live in Pompei”, un concerto a “porte chiuse” unico nel suo genere che è entrato nell’immaginario collettivo.

Terme Stabiane

Non perdete nemmeno le Terme Stabiane, il più antico complesso architettonico di Pompei, costruito secondo i canoni classici secondo lo schema Frigidarium, Calidarium e infine dal Tepidarium. Sui decori della cupola centrale ancora si intravedono le rappresentazioni delle divinità romane mentre la struttura comprendeva anche stanze per gli allenamenti, spogliatoi e piscine.

Orto dei Fuggiaschi

Uno degli elementi peculiari poi e sicuramente più rappresentativi della tragedia che si consumò qui con l’eruzione del Vesuvio sono i corpi delle vittime, morti asfissiati e poi ricoperti dalle ceneri e travolti dalla lava. I calci di alcuni ritrovamenti sono stati lasciati in quello che è stato ribattezzato l’Orto dei Fuggiaschi.

Per descrivere le bellezze di Pompei però servirebbe molto più tempo quindi il consiglio più importante è quello di individuare al meglio cosa non perdere e poi magari camminare tra le rovine e i resti, assaporando a pieno il fascino di questo sito archeologico senza tempo.

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Una replica a “Pompei, la storia e cosa vedere”

  1. […] disposizione dopo aver dormito qui la prima sera, tenendo la visita della città come ultima cosa, potreste dirigervi subito a Pompei, per visitare il Parco […]

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