Sorrento: cosa vedere alle porte della Costiera Amalfitana

Lo splendido Golfo di Napoli si estende per un lungo tratto, bagnato dal Mar Tirreno, arrivando fino all’estremità in cui sorge Sorrento, porta d’accesso alla Costiera Amalfitana e splendida cittadina che unisce un paesaggio mozzafiato con incantevoli architetture.

Facendo base a Napoli, è facile arrivarci sfruttando il trasporto pubblico: dalla Stazione Centrale la Circumvesuviana impiega poco più di un’ora e poi è possibile facilmente muoversi a piedi per visitare le principali attrazioni.

Alla scoperta del Vallone dei Mulini

Camminando verso il centro una volta scesi dalla Circumvesuviana, si può fare subito una piccola deviazione per una rapida occhiata al Vallone dei Mulini che si estende in una spaccatura che si sarebbe generata 35.000 anni fa.

Secondo gli studi, questa fenditura si sarebbe formata in seguito alla più violenta eruzione della storia dei Campi Flegrei, con l’erosione dell’acqua che negli anni successivi ha scavato il terreno di origine tufacea dando origine alla conformazione così come la possiamo vedere oggi.

Il nome deriva proprio dalla presenza di un mulino, di cui oggi rimangono alcuni resti, che è rimasto in funzione fino ai primi del Novecento. Fu costruito dalla famiglia Correale nel XVII secolo quando il vallone si allungava fino al mare. Le acque pluviali contribuivano a muovere le ruote per la macinazione del grano, andando ad ingrossare il canale che scorreva nell’area.

Con la costruzione di Piazza Tasso a partire dal 1866, la zona fu via via abbondata anche a causa dell’aumento dell’umidità conseguente alla chiusura della parte finale del vallone. Da un lato il clima non era più sopportabile ma dall’altro si andò a creare un micro clima adatto alla proliferazione di una vegetazione molto rigogliosa che in poco tempo ha coperto ogni traccia delle attività precedenti.

Piazza Tasso

Prossimo passo nella passeggiata per Sorrento sarà proprio Piazza Tasso, intitolata a Torquato Tasso, il più illustre dei sorrentini. Fulcro della vita cittadina, questa zona prima aveva il nome di Largo del Castello visto che sorgeva proprio ai piedi del castello fatto erigere da Ferdinando d’Aragona. Una volta eliminate tutte le fortificazioni a seguito del rinnovo urbanistico del XIX secolo, la piazza ha assunto la sua forma attuale.

Rappresenta un crocevia importante per Sorrento, incontro di diverse strade e punto di passaggio obbligato: qui si trovano anche la statua di Sant’Antonio Abate e quella di Torquato Tasso, a cui è intitolata proprio la piazza. Si affacciano poi sull’area la casa Correale, edificio storico caratterizzato da un affascinante cortile maiolicato e la Chiesa di Santa Maria del Carmine, impreziosita dalla sua facciata barocca.

Chiesa, chiostro e monastero di San Francesco

A proposito di chiese, sono diversi i luoghi di culto a cui dedicare un momento, a partire dalla Chiesa di San Francesco, situata a pochi metri dalla Villa Comunale. Il complesso include, oltre alla già citata chiesa, anche il chiostro e un monastero.

Edificato nel XIV secolo su iniziativa dei frati francescani, nacque sui resti dell’antico oratorio di Sant’Antonino. Già nel XVII secolo ci furono i primi importanti lavori di rifacimento mentre la facciata risale al 1926. In tutto questo però rimase al suo posto la porta intarsiata del Cinquecento.

La chiesa ha un’unica navata, con decorazioni in stucco e una statua lignea di San Francesco, oltre ad una tela dello del Santo sull’altare nella quale viene ritratto mentre riceve le stimmate, opera di Antonio Gamba. A fianco della chiesa poi sorge il monastero benedettino, fondato nel VII secolo e passato ai francescani nel XIV secolo. Al suo interno spicca il piccolo chiostro trecentesco, caratterizzato da una struttura ad archi in cui si fondono i diversi stili delle epoche nelle quali si sono svolti i restauri.

Basilica di Sant’Antonio

Al patrono di Sorrento è dedicata la Basilica: Sant’Antonino è infatti il “Patrono, Avvocato e Padre” della cittadina e di tutta la penisola. La chiesa, costruita intorno all’anno Mille, ha una facciata piuttosto anonima ma entrando si possono scoprire tutte le sue meraviglie: ha al suo ingresso due ossa di cetaceo che richiamano il miracolo attribuito al Santo, vale a dire il salvataggio di un bambino dal ventre di una balena. La struttura è composta da tre navate, con dodici colonne per parte recuperate da una villa romana. Numerose poi le tele, le statue e i dipinti, molte delle quali dedicate a Sant’Antonino e alla sua vita.

Cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo (Duomo)

Oltre alla Basilica, a Sorrento è di grande rilevanza anche il Duomo dedicato ai Santi Filippo e Giacomo. Riedificato nel XV secolo e restaurato in più occasioni, con l’ultimo intervento sulla facciata nel 1924, ha una pianta a croce latina con tre navate e diverse cappelle impreziosite da opere di valore. All’interno domina lo stile barocco, risalente ai lavori del XVIII secolo.

Domus Novae

Nel centro storico di Sorrento poi si può ammirare anche un’altra costruzione antica, la Domus Novae, realizzata nel XIV secolo. Si tratta dell’ultima testimonianza di sedil nobiliari, costruzioni che servivano per l’amministrazione della vita pubblica nel Medioevo.

Ora un pò di mare: Marina Grande e Marina Piccola

Attraversando la Porta Greca poi si può arrivare a Marina Grande, borgo marinaro al quale si accede grazie ad una scala di pietra. Qui si trovano case colorate e l’atmosfera di un piccolo villaggio di pescatori. Marina Piccola invece è occupato dal porto cittadino dal quale partono traghetti e aliscafi.

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Una replica a “Sorrento: cosa vedere alle porte della Costiera Amalfitana”

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